Di seguito il testo della Lettera inviata Lunedì 18 febbraio 2008:
Magnifico Rettore,
le inviamo alcune brevi considerazioni, molte delle quali già espresse nel corso delle due ultime sedute di contrattazione, in relazione alla proposta sulla nuova organizzazione del lavoro del nostro Ateneo.
Il primo elemento che emerge è la totale assenza di proposte per il “ruolo tecnico “, aggravata dal fatto di cercare un rimedio, quando abbiamo fatto emergere la problematica, destinandovi solamente alcune progressioni verticali ( in EP ). La dimensione tecnica merita ben altra considerazione vista la ricchezza e l’articolazione delle attività e professionalità che vi possono essere ricomprese e per noi è irrinunciabile affrontarla trovando sia soluzioni organizzative ( ad esempio creazione di divisioni per il coordinamento di servizi di supporto alla ricerca etc. ) e sia identificando, come prevedono i nostri accordi, posizioni ( richiedenti particolari professionalità ) che per la loro trasversalità rispetto all’Ateneo od a singole strutture possono prevedere l’attribuzione della categoria EP.
Altro elemento che ci preoccupa è l’elevato numero di divisioni previste ( oltre 70 ) assolutamente disomogenee tra loro per complessità e competenze attribuite ed inoltre esprimiamo un profondo dissenso per alcune divisioni( e relative competenze) collocate al di sotto dell’organo politico (Rettore ) dal momento che certe attività ( ci riferiamo ad esempio a quelle di comunicazione ) devono essere assolutamente svincolate dalla sfera politica ed essere invece a disposizione di tutta la nostra Istituzione.
Complessivamente il numero degli EP con questa manovra potrebbe arrivare a circa 100 unità e pertanto riteniamo indispensabile che l’Amministrazione:
- trovi un equilibrio fra il numero delle divisioni e quello delle posizioni trasversali, che seppure svincolate da strutture organizzative,
prevedono comunque l’attribuzione della categoria EP;
- aumenti finalmente, come più volte da noi richiesto, il tetto massimo della categoria EP all’interno della pianta organica di Ateneo;
- presenti congiuntamente all’approvazione del Consiglio di Amministrazione sia tale variazione sia la nuova organizzazione del
lavoro.
Dal momento che la proposta relativa alla nuova organizzazione del lavoro prevede solamente le posizioni apicali ( aree e divisioni ), che non è prevista alcuna copertura delle aree dirigenziali e che all’interno di ogni area ci sarà un coordinamento dei responsabili delle divisioni con l’obiettivo di omogeneizzare strategie, politiche, azioni, comportamenti etc., non comprendiamo la necessità di attivare, all’interno di alcune aree, uffici svincolati dalle divisioni e ne chiediamo di conseguenza la cancellazione. Oltretutto non si capisce perché, mentre tutti gli altri uffici ( posizioni di 1° livello ) saranno attivati successivamente, questi invece dovrebbero inspiegabilmente essere previsti ora!
Grande preoccupazione ci deriva dalle proposte di decentramento relative ad alcune attività delle attuali segreterie studenti verso i nuovi centri servizi amministrativi delle Facoltà; si corre il rischio di mettere seriamente in discussione il futuro professionale di molti colleghi e colleghe e di far venir meno quel ruolo di garanzia per gli studenti che può essere esercitato solamente dalle attuali segreterie studenti. Così come il ruolo del segretario di dipartimento rischia di essere completamente cancellato dai nuovi centri servizi amministrativi ( circa 25 ) che dovrebbero nascere e lavorare per più di un dipartimento. E’ indispensabile costruire un sistema di garanzie per questi lavoratori anche se si andasse verso un’altra dimensione organizzativa.
Una proposta che per noi è irrinunciabile è la previsione di un sistema trasparente di attribuzione di tutte le responsabilità attraverso meccanismi di selezione aperti e non sempre condizionati preventivamente da attribuzione di mansioni superiori. Ci rammarichiamo del fatto che a distanza di anni dagli impegni presi non sia ancora stata realizzata una mappatura delle competenze relativa a tutto il personale che avrebbe invece dovuto essere lo strumento principale per costruire ed applicare il nuovo modello organizzativo.
Vogliamo infine ricordarle gli impegni che lei si è assunto sottoscrivendo insieme a CGIL, CISL e UIL provinciali un documento per la riattivazione delle relazioni sindacali con particolare riferimento a quello di arrivare, attraverso un percorso di contrattazione, ad un accordo sulla nuova organizzazione del lavoro evitando oltretutto qualsiasi conflittualità con gli organi di governo. A tal proposito la invitiamo a rispettare le nostre prerogative e a non coinvolgere il Senato Accademico nella discussione sull’organizzazione del lavoro dal momento che anche statutariamente non ha alcuna competenza.
La invitiamo a tener conto delle nostre richieste e ad apportare le necessarie modifiche entro il 25 febbraio, giorno in cui verrà presentata al Consiglio di Amministrazione, che invece è organo competente, la nuove organizzazione del lavoro. In caso contrario ci vedremo costretti a valutare nuovamente l’opportunità di interrompere le trattative e le relazioni sindacali.
Cordiali saluti
FLC-CGIL Siena
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