Pubblicato da: Marco Iacoboni | luglio 29, 2008

FIRMA IL DOCUMENTO DELL’ASSEMBLEA PUBBLICA “CHI DIFENDE L’UNIVERSITA’”

RASSEGNA STAMPA:
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ASSEMBLEA PUBBLICA “CHI DIFENDE L’UNIVERSITA’?”

SIENA, 25 LUGLIO 2008, AULA MAGNA STORICA DEL RETTORATO

La comunità universitaria dei due Atenei senesi, riunita in Assemblea pubblica il 25 luglio 2008, esprime netta contrarietà ai recenti provvedimenti governativi su Università e Ricerca.
La riduzione dei finanziamenti, il blocco del turn over, gli espliciti intenti di privatizzazione, l’attacco ai diritti degli studenti, dei docenti e dei tecnico-amministrativi (senza contratto da oltre 31 mesi e con retribuzioni insufficienti), produrranno il progressivo svuotamento degli Atenei, l’impossibilità per un’intera generazione di giovani e di precari di entrare nei ruoli dell’Università, difficoltà per gli studenti di accedere alla formazione universitaria a causa dell’aumento delle tasse e delle crescenti barriere formali e sostanziali.
La possibile alienazione del patrimonio delle Università come scelta imposta per far fronte alla mancanza di finanziamenti così come la diminuzione dei servizi agli studenti e il rischio della perdita dell’autonomia penalizzano gli Atenei, già oggetto di pesanti tagli. In una parola, scomparirà l’Università italiana come luogo pubblico di ricerca, di creazione e di trasmissione della conoscenza come bene comune. Sarà cancellato il ruolo dello Stato nell’alta formazione, sancito e garantito dal titolo V della Costituzione.

Il popolo della Scuola, dell’Università, della Ricerca, i professori e ricercatori, il personale tecnico e amministrativo, gli studenti, non possono assistere inerti allo scempio che le misure già varate dal Governo e quelle in via di approvazione produrranno sull’Università pubblica.

L’assemblea:
- invita gli Atenei a sospendere l’avvio del prossimo anno accademico, informando e discutendo con gli studenti e con il personale tutto adeguate forme di mobilitazione;
- invita le Università a non approvare i propri bilanci preventivi in mancanza delle adeguate risorse economiche;
- preannuncia, a partire da settembre, un calendario di iniziative di mobilitazione nazionali e locali, per preparare una seconda manifestazione nazionale e arrivare, se necessario, allo sciopero di tutte le componenti universitarie e alla sospensione di ogni attività didattica;
- invita tutti i lavoratori e gli studenti delle Università a mobilitarsi congiuntamente, nella consapevolezza della gravità della situazione attuale e delle prospettive future.

Motivi che ci spingono a difendere un’Università che privilegi il sapere e la conoscenza e che ci fanno chiedere ai nostri due Atenei che emerga un impegno politico chiaro nel non perseguire, specie senza confronti, l’operazione di trasformazione delle Università in Fondazioni Universitarie.
Infatti siamo convinti che solamente conservando e valorizzando il ruolo pubblico del nostro sistema universitario si possa promuovere sul nostro territorio uno sviluppo locale plurale capace di coniugare il Parco scientifico sulle Biotecnologie con i distretti culturali.
Oggi, in un tempo in cui la privatizzazione sembra essere la parola magica con la quale ogni problema diventa un’opportunità, andrebbe riconsiderata proprio la natura pubblica della funzione nella sua proiezione sociale. Negli anni passati ci siamo dovuti ergere più d’una volta, quasi tutti noi, a difesa di questa natura pubblica. Altre volte, forse, abbiamo commesso errori; di certo, qualche volta siamo arretrati di fronte alle difficoltà del cambiamento. Ma proprio perché abbiamo vissuto in prima linea possiamo permetterci, come singoli e come sistema, di sostenere che l’Università è e deve continuare ad essere pubblica perché essa è il luogo nel quale il nostro presente si declina al futuro. E lo dobbiamo fare, cambiandola ma anche difendendola, perchè il futuro non può costituire oggetto di appropriazioni.


Risposte

  1. Sottoscrivo in pieno il documento.

    Mirco Federici
    Dip. Chimica Università di Siena

  2. Aderisco all’ iniziativa, comprendendo il momento critico, e pericoloso, in cui si è venuta a trovare l’ Università Pubblica.

    Giorgio Bianciardi, RUC

  3. E’ evidente che il sapere è un bene che non può essere privatizzato e soprattutto non può essere riservato all’elite come già un tempo accadeva , relegando gran parte della gente all’ingnoranza e quindi alla sudditanza. E’ altrettanto evidente che l’Università e tutto il pubblico impiego ha bisogno di essere riformato ed il ruolo del sindacato dovrebbe essere , a mio avviso, quello del soggetto che non difende i diritti barricandosi soltanto dietro di loro rischiando nel tempo di cristallizzare situazioni che poi solo con atti duri possono essere rimossi , procurando inevitabilmente maggiori dolori, ma sostenendo una modernizzazione che talvolta può passare anche dalla condivisione delle scelte con chi amministra o addirittura recuperando quella capacità di proposizione che spesso il ruolo di rivendicatore gli fa perdere di vista.
    In ogni caso, fatta salva l’autocritica che potrà e dovrà trovare luogo e tempo per essere fatta, ogni iniziativa volta alla privatizzazione del sapere, intesa come azzeramento del sistema pubblico di formazione ed alta formazione, va combattuto, perchè ogni cittadino deve poter disporre degli strumenti per potere crescere culturalmente e così potersi affermare in una società che anche grazie a lui potrà essere sempre più moderna ed avanzata.

  4. sottoscrivo il documento

  5. Sono pienamente daccordo sul vostro pensiero e sono fiera che ci siano persone capaci di desiderare e voler fare qualcosa per questa nostra università.
    Io sono un’impiegata precaria dell’università di Siena e il mio desiderio è, appunto quello di riuscire ad avere un contratto più stabile che mi dia anche più sicurezza nella mia vita. Vi ringrazio e spero che i nostri obiettivi giungano a buon fine.

  6. Aderisco totalmente al documento dell’assemblea del 25 luglio u.s. Spero siano in molti a condividere l’iniziativa perché la situazione è veramente preoccupante.

  7. Sottoscrivo il documento.
    Il ruolo che il sindacato dovrebbe recuperare è quello di tutore a 360 gradi del sistema della conoscenza, fondamentale per ogni democrazia. Ad ogni cittadino deve essere garantito il diritto ad una istruzione di qualità. Questo ruolo lo si esercita anche collaborando con l’Amministrazione facendo proposte di “buon governo” tese ad eliminare tutte quelle spese inutili se analizzate partendo dagli obiettivi essenziali di un Ateneo: didattica e ricerca. Il rapporto col territorio rimane importante, ma non ci possiamo permettere il rischio di buttare soldi in scatole vuote senza la garanzia di buoni risultati. Andrebbe verificato in maniera più critica l’uso che facciamo dell’autonomia universitaria. Infatti l’esponenziale spesa (dal 1998) per personale docente, e, conseguentemente, per quello tecnico-amministrativo, è un conto troppo salato per giustificare la buona qualità del nostro Ateneo. Dovremo avere il coraggio di denunciare le cose che non funzionano e proporre rimedi; il rischio reale è quello della bancarotta, ed allora sì che la fondazione, che nessuno vuole, sarà inevitabile.

  8. Sottoscrivo il documento! Le inizitive di questo governo sono veramente scandalose… La situazione è preoccupante e pericolosa!

  9. Sperando una posizione unitaria di tutte le OOSS, d’accordo con gli organi degli Atenei e della società civile, sottoscrivo appieno il documento.


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